viaggiare mangiando

un viaggio nel mondo del gusto e non…

Sciopero degli stranieri marzo 1, 2010

Mentre girovagavo nella rete mi è capitato sotto gli occhi che oggi in Italia è lo sciopero degli stranieri e mi sono subito sentito chiamato in causa: non che io abbia nessuna ragione per scioperare, perché finora in tutti i paesi in cui mi sono trovato sono sempre stato accolto bene e di certo non mi posso lamentare. Questo però, solo perché sono fortunato ad essere nato in un paese ricco e quindi mi posso muovere con una facilità non indifferente e sono sempre (o quasi) ben accolto.

Ma ogni tanto mi immagino se fossi nato in un’altra parte del mondo e per necessità o per diletto avessi deciso di viaggiare verso un altro paese: mi immagino quando dopo aver speso i sacrifici di una vita per viaggiare illegalmente in qualche sgangherato barcone o con qualche altro improbabile mezzo, aver avuto la fortuna di arrivare vivo a destinazione, aver trascorso qualche mese in uno squallido e sovraffollato centro di accoglienza ed aver trovato un lavoro che amo (nonostante non sia molto lontano dalla schiavitù) in cui spendo tutte le mie energie giornaliere, non potrei ancora sentirmi parte del paese e la gente continuerebbe a guardarmi in modo differente e a trarre solo profitto da me.

Penso che si trovino in questa situazione molti stranieri in Italia ed io, in quanto straniero in qualche altra parte del mondo, gli do tutta la mia solidarietà e mi scuso a nome dei miei connazionali che non li hanno saputi accogliere con la stessa civiltà con cui in altre parti del mondo sono stato accolto io.

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Kuala Lumpur: seguendo un esempio sbagliato. febbraio 8, 2010

Filed under: Uncategorized — giagio @ 6:55 am
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Eccomi qui, a quasi due settimane dal mio arrivo in Malesia: non ho scattato neanche una fotografia e già sono stufo. Mi aspettavo qualcosa di diverso, pensavo che prendere un volo di 13 ore fosse sufficiente per ritrovarmi in una realtà differente: così non è stato.

"Morrò pecora nera.. è facile tornare tra le tante stanche pecore bianche" da Haring on flickr

Sono semplicemente in un’altra grande città: il clima è differente, si parlano lingue differenti, si mangia cibo differente, la pelle delle persone che incontri ha un colore differente ma a parte questo, è solamente un’altra grande città, dove qualcuno ha tanti soldi e gli altri cercano di farglieli spendere nei modi più svariati. Non so che cosa aspettavo di trovarmi, ma sono certo che non l’ho trovato. È vero che ho la possibilità di conoscere culture e tradizioni diverse, ma che senso ha se tutti stanno cercando di svilupparsi nel modo più veloce possibile seguendo il modello occidentale e dimenticandosi del proprio background.

Possibile che nessuno si renda conto che l’occidente non è poi tutto così rose e fiori e che non è proficuo seguire un modello se questo non è vincente, che è più facile costruire qualcosa di nuovo ed originale basandosi sul proprio bagaglio culturale e applicando la propria creatività.

Andandomene dall’Europa speravo di lasciarmi alle spalle questa stupida consuetudine di sognare il proprio futuro mettendo la propria faccia sul corpo di qualche persona di successo, di proprio padre o di qualche imbecille visto in televisione. Non sono mai riuscito a capacitarmi di come nessuno riesca semplicemente ad accettare che la propria vita sarà diversa da quella di chiunque altro e che non ha bisogno di raggiungere l’obbiettivo che qualcuno ha raggiunto prima di lui ma deve semplicemente costruire la propria strada nel modo più intelligente possibile rimanendo sensibile alle persone che lo circondano ed alle opportunità offerte dalla vita. Tutti alla ricerca del successo o rassegnati ad non averlo raggiunto.

Speravo che questo viaggio mi potesse allontanare da tutto questo ed invece ci ho sbattuto la faccia contro ancora una volta, ancora più violentemente, perché mi sono ritrovato proprio nella fase in cui ognuno cerca di infilarsi nel sistema, di non rimanerne tagliato fuori… ed io che cercavo di uscirne!

 

The longest way… Da Pechino ad Hannover a piedi. febbraio 4, 2010

“Non importa che sogno scegli di seguire, l’importante è che tu ne abbia uno. Vai, segui il tuo sogno e nel mentre ridi.” Così è come risponde Christoph Rehage a chi gli confessa che vorrebbe intraprendere un’avventura simile alla sua. È un ragazzo tedesco che il giorno del suo ventiseiesimo compleanno ha deciso di iniziare a camminare da Pechino per arrivare nella sua terra natale: la Germania. Il suo progetto è cambiato e dopo aver percorso ben 4646km in un anno attraversando deserti e distese nevose si è fermato ad Urumqui, esattamente dalla parte opposta della capitale del paese. Ma il suo viaggio non è finito qui, in quanto Christoph ha prodotto un video che sta facendo sognare molte altre persone e che è stato candidato video di viaggio 2009.

Buona visione!

 

Riflessioni sul futuro gennaio 19, 2010

Filed under: Uncategorized — giagio @ 11:25 pm
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"caminar..." di Difusa

Un foglio bianco davanti a me, tante cose da raccontare, tante cose su cui ragionare e da sviluppare nel modo che più mi aggrada eppure non riesco a scrivere niente. Una vita davanti a me, tanti sogni, tante buone intenzioni, un’incredibile voglia di partire ma qualcosa mi ferma mi impedisce di iniziare il mio viaggio e non capisco che cos è: non è paura ne sono sicuro, perché non ho mai avuto paura di scoprire qualcosa di nuovo, non è sfiducia in me stesso perché sono convinto che se voglio fare una cosa la posso fare, non è pigrizia perché qualsiasi cosa scelga di fare, sarà meno faticosa di quello che sto facendo adesso… e allora cos è? Probabilmente è il fatto che mi ritrovo in una posizione ambita da molti giovani in un ruolo prestabilito di buon livello, per cui non avrei ragione di andarmene, se non fosse che sono stufo e che non ho nessuna  intenzione di avere una vita monotona e che la parola che meno mi aggrada è “routine”.
Ora voi vi chiederete che diavolo è un ruolo prestabilito di buon  livello? E io cercherò di spiegarvelo: fin da quando siamo bambini cercano di impartirci delle linee guida da seguire per sviluppare il proprio futuro: da quando iniziamo a parlare iniziano a chiederci che lavoro vogliamo fare da grandi ..

Le cose che più mi piacciono sono cucinare e viaggiare ma non per questo  vuol dire che farò il cuoco. Credo che stabilire degli obbiettivi è importante ma limitarsi a questi sarebbe sbagliato, perché vivendo si impara in continazione e sarebbe stupido limitarsi ad un progetto designato quando non si conoscevano neanche la metà delle varianti che si conosceranno al compimento dello stesso.Sarebbe stupido rinunciare a delle opportunità solo per rispettare un obbiettivo che ci siamo prefissati quando non sapevamo che queste opportunità si sarebbero presentate. La vita e un opportunità e come tale deve essere affrontata.