viaggiare mangiando

un viaggio nel mondo del gusto e non…

L’anno della tigre febbraio 25, 2010

Gong xi fa cai a tutti. Il 14 febbraio ha dato inizio all’anno della tigre, esattamente l’anno 2554 dell’era buddista, infatti tanti anni sono passati dalla notte in cui il principe Siddhatta si elevò a Buddha.

La tigre per i cinesi, è simbolo di: potere, forza, energia, autorità, passione, audacia,tenacia ma anche di rinnovamento, di progresso e di crescita, nonché di armonia con l’ambiente, di felicità, pace e prosperità. (Tranquilli non ho intenzione di dirvi l’oroscopo ma se siete curiosi di vedere di che segno cinese siete, potete dare un’occhiata qui.)

Un’animale autorevole e coraggioso di cui però ne rimangono solo poche migliaia di esemplari ed il WWF avverte che se non si prendono provvedimenti, nel giro di 30 anni la tigre rimarrà solamente un segno zodiacale. Chissà se nel 2046 quando sarà nuovamente l’anno della tigre e l’unico sponsor sarà la birra Tiger cinese (che sta già ampiamente sfruttando l’evento) ci sarà ancora qualcosa da festeggiare.

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Grazie dj: quando la tradizione risveglia i giovani. febbraio 11, 2010

Filed under: Uncategorized — giagio @ 7:30 am
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Ieri è stata una giornata migliore: ho trascorso il pomeriggio camminando per Kuala Lumpur, ho scoperto luoghi interessanti, ho avuto la fortuna di assistere ad una danza locale, ho consumato un ottimo Nasi Lemak in una bancarella allietato dalla musica di una band di strada ed ho concluso sedendomi in una piazzetta ad osservare la gente passare.

Poco dopo Sunny (l’amico malese che mi ospita) è passato a prendermi e siamo andati in un pub di dubbio gusto dove non si può dire che regnasse l’allegria… la serata non sembrava andare per il meglio, quando dopo uno dei tanti tormentoni commerciali trasmessi a ripetizione, il dj, forse per sbaglio o forse per provocazione, ha messo una canzone indiana: in pochi istanti i monotoni frequentatori del locale hanno iniziato a muoversi spinti dal ritmo, qualcuno ha iniziato a ballare sui tavoli, qualcuno ha intonato la canzone ed un sorriso è comparso sulla faccia di tutti. Fatto sta che il dj non ha cambiato genere musicale per tutta la serata durante la quale la gente ha continuato a ballare, nonostante il ragazzo seduto al mio fianco mi ha confessato che era la peggiore interpretazione di questa danza che lui avesse mai visto. Poco importa: l’allegria ha caratterizzato il resto della serata fino a quando il dj per annunciare che era ora di chiudere il locale ha riproposto un brano commerciale; così gli ospiti hanno smesso di ballare, hanno recuperato le loro cose e sono usciti ringraziando per la bella serata.

È stato entusiasmante vedere come un semplice dj (che poi era il barman che ogni tanto andava a cambiare cd) sia riuscito a trasformare un triste bar di periferia in un’allegra balera locale, riproponendo qualcosa di tradizionale.

P.s.: per chi non sa cos’è il Nasi Lemak sto preparando un articolo con ricetta che pubblicherò a breve.