viaggiare mangiando

un viaggio nel mondo del gusto e non…

Aggiornamento ristorante KL e qualche foto da Singapore aprile 26, 2010

Finalmente trovo il tempo di aggiornarvi sulla mia situazione… Due settimane fa’ abbiamo aperto il ristorante, che poi non è un vero e proprio ristorante ma una piccola cucina che condivide i posti a sedere con altri 5 negozietti di cibo locale (cinese, thai, chicken rice, mixed rice, etc). Come inizio non mi lamento, la gente sta apprezzando la mia cucina, ho ricevuto diversi complimenti e si è già stabilita una clientela fissa. Il problema però è che il locale non è propriamente visibile e quindi, a parte durante la pausa pranzo degli uffici, l’area è quasi completamente deserta.

Per ora sto cercando di capire se vale la pena pagare l’affitto per due ore di servizio e sto pensando a qualche strategia per attirare clienti anche in altre fasce orarie . Sono sicuro che attirare più persone è possibile, poiché il locale è nel centro di Kuala Lumpur e serviamo cibo italiano di qualità a prezzi molto bassi rispetto a quelli che si trovano in giro da queste parti.. mi manca solo qualche idea su come promuoverlo (P.s.: ogni consiglio è benaccetto).

Vi lascio con qualche foto del mio viaggio a Singapore di cui spero di riuscire a scrivere un post a breve.

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Ristorante italiano a Kuala Lumpur: le prime impronte. marzo 26, 2010

le aspettative sono alte!

Scusate se non ho più dato mie notizie ma in questi giorni sono sempre stato di corsa: tra cercare fornitori e attrezzatura per la cucina, partecipare a food testing e cercare di organizzare il tutto nel migliore dei modi, non ho proprio avuto tempo da dedicare al blog. Ora mi faccio perdonare, annunciandovi che in meno di un mese aprirà il nostro ristorante: un piccolo spazio di cucina italiana di qualità, a prezzi veramente ridicoli in un contesto di fast food, cibo di strada e presunti fine dining (che di fine dining hanno solo il prezzo). Non abbiamo grandi pretese, abbiamo deciso di iniziare in piccolo, servendo prodotti semplici e freschi con un menù abbastanza limitato ma sempre ricercando la qualità. Così iniziamo a testare la clientela, il loro rapporto con la cucina italiana e soprattutto con la mia cucina…

Di seguito, alcune delle foto scattate durante il food testing di ieri.

Buon appetito!

 

Sciopero degli stranieri marzo 1, 2010

Mentre girovagavo nella rete mi è capitato sotto gli occhi che oggi in Italia è lo sciopero degli stranieri e mi sono subito sentito chiamato in causa: non che io abbia nessuna ragione per scioperare, perché finora in tutti i paesi in cui mi sono trovato sono sempre stato accolto bene e di certo non mi posso lamentare. Questo però, solo perché sono fortunato ad essere nato in un paese ricco e quindi mi posso muovere con una facilità non indifferente e sono sempre (o quasi) ben accolto.

Ma ogni tanto mi immagino se fossi nato in un’altra parte del mondo e per necessità o per diletto avessi deciso di viaggiare verso un altro paese: mi immagino quando dopo aver speso i sacrifici di una vita per viaggiare illegalmente in qualche sgangherato barcone o con qualche altro improbabile mezzo, aver avuto la fortuna di arrivare vivo a destinazione, aver trascorso qualche mese in uno squallido e sovraffollato centro di accoglienza ed aver trovato un lavoro che amo (nonostante non sia molto lontano dalla schiavitù) in cui spendo tutte le mie energie giornaliere, non potrei ancora sentirmi parte del paese e la gente continuerebbe a guardarmi in modo differente e a trarre solo profitto da me.

Penso che si trovino in questa situazione molti stranieri in Italia ed io, in quanto straniero in qualche altra parte del mondo, gli do tutta la mia solidarietà e mi scuso a nome dei miei connazionali che non li hanno saputi accogliere con la stessa civiltà con cui in altre parti del mondo sono stato accolto io.

 

L’anno della tigre febbraio 25, 2010

Gong xi fa cai a tutti. Il 14 febbraio ha dato inizio all’anno della tigre, esattamente l’anno 2554 dell’era buddista, infatti tanti anni sono passati dalla notte in cui il principe Siddhatta si elevò a Buddha.

La tigre per i cinesi, è simbolo di: potere, forza, energia, autorità, passione, audacia,tenacia ma anche di rinnovamento, di progresso e di crescita, nonché di armonia con l’ambiente, di felicità, pace e prosperità. (Tranquilli non ho intenzione di dirvi l’oroscopo ma se siete curiosi di vedere di che segno cinese siete, potete dare un’occhiata qui.)

Un’animale autorevole e coraggioso di cui però ne rimangono solo poche migliaia di esemplari ed il WWF avverte che se non si prendono provvedimenti, nel giro di 30 anni la tigre rimarrà solamente un segno zodiacale. Chissà se nel 2046 quando sarà nuovamente l’anno della tigre e l’unico sponsor sarà la birra Tiger cinese (che sta già ampiamente sfruttando l’evento) ci sarà ancora qualcosa da festeggiare.

 

Grazie dj: quando la tradizione risveglia i giovani. febbraio 11, 2010

Filed under: Uncategorized — giagio @ 7:30 am
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Ieri è stata una giornata migliore: ho trascorso il pomeriggio camminando per Kuala Lumpur, ho scoperto luoghi interessanti, ho avuto la fortuna di assistere ad una danza locale, ho consumato un ottimo Nasi Lemak in una bancarella allietato dalla musica di una band di strada ed ho concluso sedendomi in una piazzetta ad osservare la gente passare.

Poco dopo Sunny (l’amico malese che mi ospita) è passato a prendermi e siamo andati in un pub di dubbio gusto dove non si può dire che regnasse l’allegria… la serata non sembrava andare per il meglio, quando dopo uno dei tanti tormentoni commerciali trasmessi a ripetizione, il dj, forse per sbaglio o forse per provocazione, ha messo una canzone indiana: in pochi istanti i monotoni frequentatori del locale hanno iniziato a muoversi spinti dal ritmo, qualcuno ha iniziato a ballare sui tavoli, qualcuno ha intonato la canzone ed un sorriso è comparso sulla faccia di tutti. Fatto sta che il dj non ha cambiato genere musicale per tutta la serata durante la quale la gente ha continuato a ballare, nonostante il ragazzo seduto al mio fianco mi ha confessato che era la peggiore interpretazione di questa danza che lui avesse mai visto. Poco importa: l’allegria ha caratterizzato il resto della serata fino a quando il dj per annunciare che era ora di chiudere il locale ha riproposto un brano commerciale; così gli ospiti hanno smesso di ballare, hanno recuperato le loro cose e sono usciti ringraziando per la bella serata.

È stato entusiasmante vedere come un semplice dj (che poi era il barman che ogni tanto andava a cambiare cd) sia riuscito a trasformare un triste bar di periferia in un’allegra balera locale, riproponendo qualcosa di tradizionale.

P.s.: per chi non sa cos’è il Nasi Lemak sto preparando un articolo con ricetta che pubblicherò a breve.

 

Kuala Lumpur: seguendo un esempio sbagliato. febbraio 8, 2010

Filed under: Uncategorized — giagio @ 6:55 am
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Eccomi qui, a quasi due settimane dal mio arrivo in Malesia: non ho scattato neanche una fotografia e già sono stufo. Mi aspettavo qualcosa di diverso, pensavo che prendere un volo di 13 ore fosse sufficiente per ritrovarmi in una realtà differente: così non è stato.

"Morrò pecora nera.. è facile tornare tra le tante stanche pecore bianche" da Haring on flickr

Sono semplicemente in un’altra grande città: il clima è differente, si parlano lingue differenti, si mangia cibo differente, la pelle delle persone che incontri ha un colore differente ma a parte questo, è solamente un’altra grande città, dove qualcuno ha tanti soldi e gli altri cercano di farglieli spendere nei modi più svariati. Non so che cosa aspettavo di trovarmi, ma sono certo che non l’ho trovato. È vero che ho la possibilità di conoscere culture e tradizioni diverse, ma che senso ha se tutti stanno cercando di svilupparsi nel modo più veloce possibile seguendo il modello occidentale e dimenticandosi del proprio background.

Possibile che nessuno si renda conto che l’occidente non è poi tutto così rose e fiori e che non è proficuo seguire un modello se questo non è vincente, che è più facile costruire qualcosa di nuovo ed originale basandosi sul proprio bagaglio culturale e applicando la propria creatività.

Andandomene dall’Europa speravo di lasciarmi alle spalle questa stupida consuetudine di sognare il proprio futuro mettendo la propria faccia sul corpo di qualche persona di successo, di proprio padre o di qualche imbecille visto in televisione. Non sono mai riuscito a capacitarmi di come nessuno riesca semplicemente ad accettare che la propria vita sarà diversa da quella di chiunque altro e che non ha bisogno di raggiungere l’obbiettivo che qualcuno ha raggiunto prima di lui ma deve semplicemente costruire la propria strada nel modo più intelligente possibile rimanendo sensibile alle persone che lo circondano ed alle opportunità offerte dalla vita. Tutti alla ricerca del successo o rassegnati ad non averlo raggiunto.

Speravo che questo viaggio mi potesse allontanare da tutto questo ed invece ci ho sbattuto la faccia contro ancora una volta, ancora più violentemente, perché mi sono ritrovato proprio nella fase in cui ognuno cerca di infilarsi nel sistema, di non rimanerne tagliato fuori… ed io che cercavo di uscirne!

 

The longest way… Da Pechino ad Hannover a piedi. febbraio 4, 2010

“Non importa che sogno scegli di seguire, l’importante è che tu ne abbia uno. Vai, segui il tuo sogno e nel mentre ridi.” Così è come risponde Christoph Rehage a chi gli confessa che vorrebbe intraprendere un’avventura simile alla sua. È un ragazzo tedesco che il giorno del suo ventiseiesimo compleanno ha deciso di iniziare a camminare da Pechino per arrivare nella sua terra natale: la Germania. Il suo progetto è cambiato e dopo aver percorso ben 4646km in un anno attraversando deserti e distese nevose si è fermato ad Urumqui, esattamente dalla parte opposta della capitale del paese. Ma il suo viaggio non è finito qui, in quanto Christoph ha prodotto un video che sta facendo sognare molte altre persone e che è stato candidato video di viaggio 2009.

Buona visione!